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Quando il nostro micio fa fatica a respirare

faticaarespirare_1.jpgPotrebbe essere capitato a qualche gattofilo che il proprio micio improvvisamente, senza manifestare altri sintomi, faccia fatica a respirare.
Il gatto si presenta allora con una "faccia" ansiosa, estende il capo sul collo, ansima e, a volte, tiene anche la bocca aperta e può presentare tosse. Questi segni e sintomi prendono il nome di dispnea, parola che significa respirazione patologica, cioè una respirazione che non si svolge con la consueta naturalezza.
Molte sono le cause di dispnea nel gatto, infettive, dovute a virus, batteri o funghi, parassitarie, traumatiche (come l'ernia diaframmatica) metaboliche, cardiache o di altra natura ancora.
Per asma si intende un disordine delle vie aeree profonde, dovuto a broncocostrizione. In parole povere, i bronchi del nostro micio, che sono dotati di muscoli, si stringono più del dovuto e così l'aria fa più fatica a passare e per respirare il gatto deve sforzare molto di più i muscoli intercostali ed il diaframma, che sono i muscoli propri della respirazione.
L'asma, inoltre, provoca un aumento delle secrezioni mucose dell'albero respiratorio, con conseguente ulteriore riduzione del passaggio di aria. Questi effetti possono dare dei sintomi drammatici, è infatti dimostrato che la riduzione del 50% del diametro dei bronchi di un gatto affetto da asma, può ridurre di 16 volte il passaggio dell'aria.

Ma cosa provoca l'asma al gatto?
Nel micio, come nell'uomo, questa patologia è dovuta ad una ipereattività dei muscoli dei bronchi, spesso innescata da allergie o da sostanze irritanti.

Cosa devo fare se il mio gatto respira male (dispnea)?
Bisogna portare il micio dal veterinario il più presto possibile. Infatti, come detto prima, esistono molte malattie che provocano tosse e respirazione difficoltosa e solo tramite un'accurata visita clinica ed esami si può emettere una diagnosi precisa, essenziale per la cura.
Il veterinario, dopo aver fatto alcune importanti domande sull'ambiente, il comportamento e lo stato di salute del gatto, provvederà alla visita, misurando la temperatura, per escludere rialzi febbrili dovuti ad infezioni ed auscultando i polmoni ed il cuore.
In alcuni casi, la sintomatologia è così caratteristica che il veterinario può subito emettere diagnosi: più frequentemente sarà necessario eseguire degli esami collaterali, come radiografie ed eventualmente esami del sangue. In casi rari potrà essere utile eseguire un lavaggio bronco-alveolare, che consente di esaminare le cellule ed il muco di bronchi o alveoli seguito o meno da una broncoscopia.

Una volta diagnosticata l'asma è possibile far guarire completamente il gatto?
Indubbiamente è possibile iniziare una terapia con farmaci che consentono di risolvere l'infiammazione che ha provocato l'attacco d'asma, o con altri farmaci che agiscono direttamente facendo rilassare la muscolatura dei bronchi.
La scelta del farmaco e la via di somministrazione (iniezione, aerosol, compresse o gocce) deve essere fatta dal veterinario, in base alla diagnosi. In questi casi, infatti, "il fai da te" potrebbe esser quanto mai pericoloso. Non è assicurato però che, una volta terminata la terapia, il gatto non possa ripresentare la stessa sintomatologia. In alcuni casi infatti è necessario ripetere la terapia più e più volte, in rari casi per tutta la vita.

faticaarespirare_1.jpg C'è qualcosa che posso fare per aiutare il micio a stare meglio?
Certamente sì, come abbiamo visto prima si tratta di una patologia scatenata da un'irritazione dei bronchi; pertanto bisognerà provvedere a rendere l'ambiente il meno "irritante possibile".
Eliminare il fumo, se siete fumatori potrebbe essere l'occasione buona per smettere, evitare che l'aria dei locali in cui vive il gatto sia troppo secca, evitare luoghi eccessivamente polverosi. Soprattutto bisogna intervenire tempestivamente per stroncare ogni attacco d'asma per evitare che la patologia cronicizzi.

In conclusione l'asma felino è una patologia che si presenta con una certa frequenza, che può dare una sintomatologia drammatica ma che è possibile tenere sotto controllo con le cure corrette e con un minimo di attenzione all'ambiente in cui vive il gatto.

 
 
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