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Spazio per voi / La storia
 
Storia della specie canina: il processo di domesticazione

attrezzatura.jpgIl cane domestico è entrato a far parte della vita dell'uomo da molto più tempo di qualsiasi altro animale.

In base ai ritrovamenti fossili, i primi rapporti diretti tra i Canidi e l’Homo sapiens si collocano tra i 12.000 e i 15.000 anni fa.

Si è ipotizzato che i lupi ed i primi cani domestici furono probabilmente attirati dall'odore della carne che proveniva dai fuochi degli uomini primitivi: i primi cani si avvicinavano gradatamente, dapprima in maniera saltuaria, poi fissa, alle caverne dei nostri antenati per ricercare cibo tra i rifiuti.

Probabilmente le donne e i bambini hanno cominciato a gettare avanzi di cibo a questi animali, i quali cominciarono a seguire l'uomo durante la caccia, stimolati dal rinforzo costituito dal cibo.

Si sarebbe così instaurato un legame di dipendenza e attaccamento tra cane e uomo. L’uomo cominciò di conseguenza a condizionare il cane ai fini di una sua utilizzazione attraverso un processo che prende il nome di domesticazione.

Domesticare significa selezionare direttamente una popolazione di individui affinchè presenti caratteristiche morfologiche, comportamentali e genetiche differenti dal progenitore selvatico.

La discendenza di un animale addomesticato non è più soggetta principalmente alla selezione naturale, bensì alla selezione artificiale attuata dagli esseri umani; selezione volta a favorire caratteri desiderabili non tanto ai fini della sopravvivenza della specie quanto piuttosto in base a criteri economici, culturali o estetici.

Chi è l'antenato del cane?
Ancora oggi comunque non siamo in grado di determinare con certezza la discendenza del cane: il lupo tuttavia presenta tutti i requisiti genetici e comportamentali per essere considerato il progenitore del cane domestico.

Il processo di domesticazione dal lupo al cane ha prodotto delle modificazioni sia a livello morfologico che comportamentale:

  • riduzione della taglia corporea. I cani risultano essere più piccoli dei lupi. La spiegazione di questo fenomeno può essere ricondotta
  • modificazioni nella morfologia della testa. Proporzioni del cranio, sviluppo dello stop, riduzione dei denti, occhi arrotondati e più sporgenti, la bulla timpanica si è ridotta ed appiattita, capacità cranica minore e di conseguenza un cervello più piccolo rispetto al lupo
  • riduzione delle capacità percettive e della comunicazione dovuti a diversi fattori morfologici (orecchie cadenti, coda strettamente arricciata, pelo sopra gli occhi)
  • abbassamento della soglia di risposta o reattività a diversi stimoli: per esempio l'eccessivo abbaiare del cane in una grande varietà di situazioni. Studi in natura e in cattività hanno infatti dimostrato che difficilmente il lupo abbaia
  • comportamento sessuale:
    - il cane domestico diventa sessualmente maturo dai sei ai nove mesi di età, molto prima rispetto ai due anni circa del lupo e degli altri cani selvatici
    - la monogamia o comunque le preferenze sessuali presenti nei selvatici sono stati eliminati nel cane e sostituite con la promiscuità
    - i cani domestici possono riprodursi ogni sei mesi, ad eccezione del basenji, che ha mantenuto il modulo comportamentale riproduttivo ancestrale, con una stagione riproduttiva autunnale (Fuller, 1956).

L’insieme dei comportamenti naturali dei lupi si ritrovano anche nei cani: tutte le attitudini del lupo sono presenti anche nel cane, ma la selezione artificiale può averle diminuite o enfatizzate per avere dei cani più adatti a compiere un determinato lavoro.

La domesticazione e l’allevamento selettivo hanno causato dunque una specializzazione nel comportamento delle varie razze canine.

Storia della specie canina: nascita e differenziazione delle razze canine

La selezione artificiale ha permesso a numerose razze diverse di nascere in pochi secoli, mentre migliaia di anni di selezione naturale non hanno sviluppato fino questi livelli la variabilità canina, anche se il patrimonio genetico iniziale deve essere stato simile.

La nascita delle razze canine risale a 3000-4000 anni fa. Le prime razze esistite furono presumibilmente i pesanti cani da caccia di tipo molossoide che risalgono al 2000 a.C. nell'Asia orientale e in Egitto. Si pensa che anche gli antichi cani da caccia egiziani, rassomiglianti ai moderni levrieri, risalgano allo stesso periodo.

I cani dei romani venivano diversamente denominati in funzione dell'attività lavorativa svolta:

- venatici: erano quelli per uso sportivo
- pedibus celeres: cani che cacciavano a vista o veloci
- nares sagaces: cani da pista
- pastorale pecuraru: cani da pastore
- pugnaces o bellicosi: cani da combattimento o da guerra
- villatici: cani impiegati per la difesa delle abitazioni

Le razze attuali rispecchiano la distribuzione dei ruoli attribuita dai romani.

Nei diversi contesti storici e geografici l'uomo ha infatti selezionato il cane per renderlo ausiliario nei diversi compiti: caccia, guardia, difesa, traino, conduzione e guardia delle greggi e per scopi socialmente utili (cani guida per ciechi, cani da valanga ecc.)

La domesticazione e l’allevamento selettivo hanno causato dunque una specializzazione nel comportamento delle varie razze canine. In quasi ogni caratteristica comportamentale ci sono razze di cani che superano i lupi. Ad esempio i terrier, che dimostrano una spiccata incapacità di convivere in gruppo, sono molto più aggressivi dei lupi, mentre i segugi e i beagle sono molto meno aggressivi.

I cani moderni sono il frutto di migliaia di anni di selezione artificiale volta ad ottenere i soggetti più adatti a compiti ben determinati e ancora oggi gli effetti di tale selezione sono presenti nella memoria di razza di ogni cane, ossia nell’insieme delle attitudini ereditabili caratteristiche di una certa razza.

 
 
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