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Il cane inserito in un contesto umano: la famiglia

attrezzatura.jpgIl cane è un animale sociale poiché in natura è inserito in un branco di suoi simili: la sua sopravvivenza è strettamente connessa con la vita del gruppo.
I presupposti perché sussista un branco sono le regole gerarchiche e l'esistenza di un capobranco.
L'ordine gerarchico viene stabilito in seguito a lotte a volte sanguinose: il soggetto che più è riuscito a prevalere sugli altri dimostrandosi forte e con maggiori capacità di sopravvivenza diventerà un capobranco, la cui autorità dovrà essere accettata da tutti i membri.
Un capobranco, oltre ad avere dei vantaggi (ad esempio il diritto di monta sulle femmine) è gravato soprattutto della responsabilità di tutto il gruppo: procurare il cibo, esplorare il territorio e via dicendo.
Compito del sottoposto è rispettare le regole e le gerarchie; in caso contrario sorgerebbero continue lotte per la conquista della supremazia e l'ordine sarebbe turbato.

Nel momento in cui entra a far parte di una società composta da persone, il cane vede nella famiglia umana un surrogato del branco, in cui si trova per forza di cose ad occupare un ruolo subordinato: non è infatti in grado di procurarsi il cibo da sé, né tantomeno di decidere della propria vita riproduttiva.
Siamo noi che ci assumiamo la responsabilità di provvedere ai suoi bisogni diventando, in questo modo, il suo capobranco.

Spesso, però, i proprietari di cani provvedono alle necessità pratiche del proprio animale trascurandone completamente l'aspetto etologico e commettendo enormi errori di comunicazione.
Se, infatti, il padrone del cane non riesce a dimostrarsi sufficientemente autoritario e carismatico, sarà il cane stesso a sentirsi in diritto di occupare il ruolo rimasto vacante innescando delle vere e proprie lotte quotidiane e rendendo molto difficile la convivenza.

In parole povere: se noi per primi avremo fatto capire al nostro cane che è lui che comanda, ad esempio concedendogli di dormire sul nostro letto (i sottoposti non dormono col capobranco ), sarà poi normale che lui ci scacci con un ringhio se ci sediamo sul letto mentre dorme.
Proprio come farebbe un capobranco con un suo subordinato che cerchi di invadere un suo spazio.
Se faremo comprendere al nostro cucciolo fin da subito il suo ruolo all'interno del branco, riusciremo a fargli accettare le regole di convivenza; per ottenere ciò è sufficiente armarsi di pazienza, di buona volontà, di molta coerenza e di un po' di autorità.

A cura dell'etologa naturalista ed esperta del comportamento canino Livia Conterno

 
 
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