Programma di correzione comportamentale: il cane dominante
Cosa si intende definendo un cane "dominante"? Il cane è un animale sociale, ciò significa che per lui è assolutamente naturale essere inserito all'interno di un branco, accettando le regole e le gerarchie che vigono al suo interno. La prima e fondamentale regola prevede l'esistenza di un capo che si occupi di procacciare il cibo, che esplori per primo un territorio, che decida della vita riproduttiva di tutti gli individui e così via.
La famiglia umana rappresenta agli occhi del moderno cane domestico un surrogato del primitivo branco: il proprietario deve assolvere alle funzioni di capo-branco. Se, però, ci troviamo di fronte ad un cane dominante, sarà lui che cercherà d'occupare il gradino più elevato della scala gerarchica, rendendo poco serena la convivenza all'interno di un ambiente umano.
Come si esprime la dominanza in un cane?
Il cane dominante assume degli atteggiamenti facilmente riconoscibili:
- Non accetta le manipolazioni esercitate dal proprietario, sia durante la quotidiana toeletta, sia che si tratti di veri e propri esercizi di "leadership".
- In generale cerca di sottrarsi ai comandi impostiglili, manifestando in più occasioni la propria indipendenza (è piuttosto raro che un cane dominante abbia una buona predisposizione al richiamo).
- E' possessivo nei confronti d'oggetti (giochi, ciotole, etc.), di luoghi (cuccia, divani etc.) e di persone che considera sua proprietà.
- Ricerca continuamente le attenzioni del proprietario, ad esempio abbaiando per ottenere un gioco.
- Soprattutto se maschio urina frequentemente per marcare il territorio.
- Ha il vizio di mordere il guinzaglio: è il suo modo di contestare il nostro diretto strumento d'autorità.
- Monta le persone.
- E' dominante anche nei confronti dei propri simili.
Perché un cane è dominante? I motivi per cui un cane è dominante possono essere legati ad una predisposizione caratteriale, alla razza o al sesso. Un cane può anche diventare dominante a causa di una cattiva educazione.
- La predisposizione caratteriale rriguarda una dote chiamata docilità che è definita come la capacità di un cane d'accettare volutamente l'uomo come superiore gerarchico.
Si tratta di una qualità presente fin dalla nascita. All'interno di una medesima cucciolata potremo infatti notare che alcuni soggetti sono più portati a comunicare con l'uomo, a seguirlo spontaneamente e ad accettare d'essere toccati, mentre altri cercano di ribellarsi al contatto fisico e si mostrano piuttosto indipendenti.
E' importante operare due precisazioni sulla docilità: la prima è che questa dote non deve essere confusa con l'aggressività perché un cane indocile non si esprime necessariamente con un comportamento aggressivo e, viceversa, i motivi che scatenano l'aggressività non sempre sono riconducibili alla dominanza. La seconda è che parliamo di docilità riferendoci unicamente al rapporto tra il cane e l'uomo: un cane può essere docilissimo ma nello stesso tempo rissoso con i suoi simili.
- Alcune razze sono più inclini alla dominanza rispetto ad altre; ciò in funzione dell'utilizzo primario per cui erano selezionate dall'uomo. I cani utilizzati per sorvegliare e difendere le greggi dall'attacco dei lupi (pastore maremmano, cane da montagna dei pirenei, pastore del Caucaso, ecc.) vivevano spesso isolati dall'uomo (il loro lavoro non si svolgeva cioè in stretta dipendenza dal pastore). Di conseguenza, ai fini riproduttivi, non erano selezionati i soggetti maggiormente inclini all'obbedienza ma quelli che si dimostravano impavidi di fronte ai pericoli. Al contrario, nelle razze che hanno il compito di condurre le greggi insieme con il pastore (pastore tedesco, rough collie, etc.) è di fondamentale importanza la docilità poiché essi devono ubbidire a gran distanza al solo fischio del padrone.
- Anche il sesso influisce sul fattore dominanza: spesso i maschi sono più dominanti rispetto alle femmine.
- Un'educazione non appropriata ed errori di comunicazione possono creare confusione nella mente del cane che, sentendosi privato del suo punto di riferimento principale (un leader coerente), cercherà d'occupare lui stesso il ruolo di capo rimasto vacante.
Nella maggioranza dei casi un cane è dominante per un insieme di fattori; difficilmente esiste una sola causa scatenante. Potremo avere, ad esempio, un maschio di Pastore del Caucaso indocile, ma corretto da un adeguato addestramento e una femmina di Collie resa dominante e indisciplinata da un padrone che non è stato un grado d'impartirle una corretta educazione.
Come si corregge un cane dominante?
Per risolvere i problemi legati alla dominanza bisogna far capire al cane il suo ruolo all'interno del branco/famiglia, modificando le proprie abitudini di vita.
Il buon esito del programma di correzione del comportamento è subordinato ad alcuni fattori.
- L'età del soggetto. Tanto più il cane è giovane tanto maggiori saranno le probabilità di successo.
- La costanza e l'impegno del proprietario: basta applicare delle semplici regole di convivenza e lavorare anche pochi minuti al giorno.
- La coerenza del padrone: è bene stabilire fin dal principio cosa è concesso e cosa è vietato; una volta impartito un comando è necessario farlo rispettare.
Programma di correzione del comportamento A prescindere dalla risoluzione di un problema specifico é bene tenere in considerazioni alcune norme generali che sono una premessa per una serena convivenza con il proprio cane:
- Bisogna provvedere innanzitutto alle sue cure igieniche e sanitarie tenedolo pulito e portandolo regolarmente dal veterinario.
- Bisogna garantirgli una quantità di moto adeguata; soprattutto se di grossa taglia le passeggiatine igieniche ai giardinetti sotto casa non sono sufficienti: è essenziale portarlo a "sgroppare" liberamente in qualche prato.Anche l'allenamento con la bicicletta è un ottimo esercizio.
- E' importante farlo socializzare fin da cucciolo abituandolo a stimoli di vario genere: rumori, luoghi, persone ecc.
- Non bisogna mai dimenticare che il cane non compie ragionamenti antropomorfi: se non capisce qualcosa siamo noi che non siamo riusciti a comunicare correttamente con lui.
Consigli per la gestione del cane dominante:
- Non impartire mai un ordine se non sei certo di poterlo fare rispettare. Basta un'unica esperienza in cui il cane si è sottratto con la fuga o si è opposto ad un comando senza essere punito, per rendere inefficaci tutti i precedenti esercizi.
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Spetta al padrone prendere tutte le iniziative, in particolare per quanto riguarda alcuni punti.; ad esempio per il gioco è il padrone che decide quando incominciare o terminare un'attività ludica. Inoltre, è opportuno non lasciare a disposizione del cane i giochi, soprattutto se sono utilizzati come premio durante l'addestramento.
- Gli altri cani: non permettetegli di salutare tutti i cani che incontra per strada, fatelo piuttosto giocare con alcuni amici fissi. In questo modo eviterete che, una volta libero, corra incontro ai suoi "amici" sordo ad ogni vostro richiamo.
Il cibo: errori da evitare e comportamenti corretti
- Non "allungategli" mai niente mentre siete tavola.
- Abituatelo sin da piccolissimo a farsi togliere la ciotola.
- Se volete dargli un bocconcino extra è bene pretendere che svolga un semplice esercizio (seduto, terra).
- Prima di dargli la ciotola dargli il comando "seduto-resta".
- SSomministrare il pasto quando il resto della famiglia ha terminato di mangiare (in un branco il capo mangia per primo).
Linguaggio e atteggiamento: coerenza e calma, le parole-chiave
Un buon capobranco esprime la sua dominanza e la sua sicurezza anche tramite il linguaggio e l'atteggiamento. E' quindi importante mostrarsi sicuri di sè e tranquilli. Per rivolgersi al cane usate poche parole pronunciandole con tono fermo (i termini usati dovranno inoltre essere concordati da tutta la famiglia).
Letti e divani: off limit!
E' opportuno abituare il cane ad accettare le manipolazioni sia durante le cure di igiene quotidiana, sia ritagliando del tempo per delle vere e proprie "sedute".
Eseguite nell'ordine i seguenti esercizi (non passate all'esercizio successivo prima che il cane abbia accettato il precedente):
- Il cane deve accettare di essere preso per la collottola.
- Mettetevi dietro al cane e sollevatelo passandogli una mano sotto il torace.
- Mettetevi a cavalcioni del cane e fatelo sedere sollevandogli il muso; mettere le mani sulle zampe anteriori del cane e spingere il cane a terra. Rimanere per qualche istante chinati sul cane mantenendo le mani sulle zampe.
- Ribaltate il cane mettendovi a cavalcioni su di lui; con una mano sulla gola pronunciare la parola "fermo" con tono deciso.
Per svolgere tutti gli esercizi è indispensabile fornirsi di infinita pazienza; bisogna mantenere un atteggiamento tranquillo e dominante senza comunicare nervosismo. Una volta cominciato un esercizio è necessario portarlo a termine: in caso contrario il cane avrà vinto.
A cura dell'etologa naturalista ed esperta del comportamento canino Livia Conterno |