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La comunicazione cane-uomo

attrezzatura.jpgPer instaurare un rapporto corretto con il nostro cane è di fondamentale importanza imparare a comunicare correttamente con lui.

Moltissimi problemi nascono dal fatto che, spesso, il cane non capisce cosa ci si aspetti da lui perché riceve delle informazioni contrastanti ed incoerenti: ciò che è consentito un giorno, il giorno seguente è proibito, viene sgridato per avere fatto la pipì in casa tre ore prima mentre lui non se ne ricorda più e via dicendo.
Il cane, ovviamente, non è in grado di comprendere il linguaggio umano; riconosce una ventina di vocaboli e per il resto cerca di capire cosa si vuole da lui tentando di decifrare il nostro comportamento in base alla postura del nostro corpo e al tono della nostra voce.
Dobbiamo cercare di aiutare il nostro cane sforzandoci di essere molto coerenti e chiari: le persone poco espansive hanno maggiori difficoltà a trattare coi cani perché rimangono spesso troppo rigide e risultano poco coinvolgenti.

In primo luogo dobbiamo imparare a utilizzare la voce in maniera adeguata; quando ci rivolgiamo al cane evitiamo di usare discorsi lunghi e incomprensibili. Molti padroni alzano la voce nella speranza di risultare più autoritari agli occhi del proprio cane, ma in realtà, come tra gli esseri umani incutono maggiore soggezione le persone di poche parole, che non danno segni di nervosismo, che non si perdono in lunghi discorsi.

Ad ogni esercizio bisogna far corrispondere un solo comando: ad esempio "fermo" e "resta" non indicano lo stesso esercizio. Il primo prevede che il cane si arresti mentre è in movimento, il secondo che rimanga nella posizione in cui si trova.
I membri della famiglia devono utilizzare gli stessi vocaboli.
Anche il tono della voce gioca un ruolo importante: i comandi si pronunciano con voce forte e chiara, le lodi si esprimono con un tono acuto che faccia capire al cane che siamo proprio contenti del suo comportamento.

attrezzatura.jpgNon ripetiamo lo stesso comando dieci volte: a meno che il cane non abbia problemi di udito. Se si rifiuta di eseguire un esercizio è perché non glielo abbiamo insegnato correttamente oppure perché è un po' indocile.
Al pari che con la voce, possiamo comunicare con il nostro cane mediante i gesti, le carezze e la postura del corpo.
Quando lavoriamo col cane cerchiamo di rimanere dritti con la schiena, non incurviamoci continuamente su di lui; durante la condotta al guinzaglio manteniamo un passo sicuro, ad andatura costante senza far decidere il percorso al cane.
Se vogliamo associare dei gesti ai comandi ricordiamoci di essere coerenti perché per il cane hanno lo stesso valore del tono della voce.

Teniamo presente che ogni cane ha delle preferenze soggettive per quanto riguarda il contatto fisico. Le carezze vanno sempre bene purchè facciano davvero piacere al nostro animale, inutile obbligare il cane a subire forzatamente le nostre "effusioni". Ci sono dei cani che non vedono nelle coccole una gratificazione e quindi bisogna rispettare questa loro caratteristica.

Ricordiamoci che anche coccolare continuamente il nostro cane non è opportuno. I proprietari spesso premiano in maniera indiretta dei comportamenti sgradevoli proprio perché accarezzano il proprio cane nei momenti sbagliati (se ad esempio il loro cane abbaia per richiamare l'attenzione, carezzandolo non fanno altro che rafforzare questo comportamento) .
Infine, per quanto riguarda il modo di comunicare del cane, bisogna studiare attentamente il suo linguaggio: osservate sempre il portamento della coda e delle orecchie, guardate se rizza il pelo sul dorso, etc.
Per un padrone accorto è piuttosto semplice imparare a decifrare gli stati d'animo del proprio cane.

A cura dell'etologa naturalista ed esperta del comportamento canino Livia Conterno

 
 
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